
"In un'epoca di grandeur artistica, con opere imponenti e mostre immense, c'è bisogno di un sano e deciso ridimensionamento. La Nanoarte si fa piccola, fino a rendersi invisibile. Per dirla con una battuta, sono per un'arte che non dia troppo nell'occhio".
Alessandro Scali, Doppiozero
Esperimento I | Nanoarte
IL CONCETTO
Cosa succede quando un'opera d'arte viene creata a scale in cui la percezione umana fallisce?
In collaborazione con i ricercatori del Politecnico di Torino e dell'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), ho realizzato sculture fisiche su wafer di silicio misurabili in micrometri e nanometri (un miliardesimo di metro). Non sono simulazioni digitali, ma materia manipolata su scala atomica, accessibile solo tramite microscopia elettronica (SEM). È la fine della dittatura dell'occhio: l'opera e il suo significato esistono indipendentemente dalla capacità umana di percepirli.​​​​ Una pratica storicizzata dalla critica contemporanea (E. G. Rossi, Mind the Gap) all'intersezione tra arte, scienza e limiti cognitivi.
OPERE SELEZIONATE
Oltre le colonne d'Ercole
2006
135 x 460 µm
Oxide layer thermically grown on the silicon surface - Field Emission Scanning Electron Microscope
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La sfida alla hybris visiva attraverso la nanotecnologia. 54 impronte umane incise a livello micrometrico. Una camminata oltre i limiti della fisica newtoniana, documentata attraverso la tecnologia post-umana.

Dimensione attuale
2007
300 x 280 nm
silicon - Atomic Force Microscope
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Il continente africano litografato a 300 × 280 nanometri. L'invisibilità geopolitica resa letterale. (Validazione: Pubblicato su Nature, Vol. 449).
La chiave per il paradiso
2007
350 x 450 µm
needle, metallized photoresist (SUB)
Un cammello inserito fisicamente nella cruna di un ago a scala nanometrica. L'impossibilità biblica (Matteo 19:24) realizzata e smontata dall'hybris tecnologica.


Artwork
2008
50 x 750 µm
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Nanolitografia recante l'incisione "This is not an artwork". Una confutazione empirica della teoria normativa dell'arte di M. Ferraris, presentata e dibattuta pubblicamente con il filosofo al Parco Astronomico di Torino. La dimostrazione fisica che l'intenzione artistica sopravvive all'inutilità dell'occhio umano, sfidando i confini della percezione materiale.
Epilogo: la contingenza cosmica (2024)
MoonArk Project (Carnegie Mellon University / NASA)
Due opere nanometriche ("C'moon" e "Man with Smartphone") commissionate per un archivio lunare progettato per resistere miliardi di anni oltre la distruzione terrestre.
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Per avere più informazioni sul progetto MoonArk di Carnegie Mellon University, Astrobotic e Nasa, e sulle due opere nanometriche realizzate, potete scaricare un PDF di approfondimento cliccando sul link qui sotto.
C'moon
2014
863 x 1266 nm
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La forma originaria di iscrizione umana codificata a scala nanometrica. Un'impronta archetipica tradotta in un set di dati fisici, progettato per testare la sopravvivenza della traccia umana al di fuori della sua sfera percettiva e planetaria.


Uomo con smartphone
2014
745,8 x 1414 nm
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Una codifica nanometrica della figura umana ibrida contemporanea. La contraddizione dell'Homo Digitalis — iperconnesso ma isolato — resa in un artefatto fisico destinato a scale temporali geologiche, prima del suo annientamento non pianificato.
Il 15 gennaio 2024, a causa di un fallimento critico del lander spaziale Peregrine, la navicella si è disintegrata al rientro nell'atmosfera terrestre. Le opere "eterne" sono esistite per soli 7 giorni. La definitiva validazione, involontaria, della fragilità umana e tecnologica.

MoonArk launch, Peregrine spacecraft

images of the moonark

the moonark payload on Peregrine spacecratf

MoonArk launch, Peregrine spacecraft
